I principi della carta dei servizi

04/03/2015
I principi, sanciti dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.01.1994, cui si ispira la Carta dei Servizi dell’ATS di Pavia sono:


EGUAGLIANZA

Questo principio si conforma al dispositivo fondamentale dell’art. 3 della Costituzione, il quale impegna il cittadino e le istituzioni a rispettare, in tutti i momenti del vivere quotidiano, la dignità della Persona senza distinzioni di sesso, razza, nazionalità, religione, lingua e opinioni politiche. Naturalmente, la struttura sanitaria ed ogni sua appendice nel tessuto sociale, rappresenta uno degli ambienti in cui si rende necessario rispettare questo principio, inteso non solo come diritto all’uniformità delle prestazioni, ma anche come divieto di discriminazione nell’erogazione del servizio, avendo attenzione alle necessità di quei cittadini che presentano esigenze particolari di tutela correlati a fattori di handicap e a quelle categorie di utenti “più deboli” per le quali necessita una specifica tutela sociale (principio di uguaglianza sostanziale).


IMPARZIALITA’

E’ un indirizzo comportamentale da tenersi da parte del personale del servizio pubblico che, seppur riconducibile al principio di uguaglianza, ne è una sua specificazione, necessaria ad evitare atteggiamenti di parzialità ed ingiustizia ovvero trattamenti non obiettivi nei confronti degli utenti.


CONTINUITA’


In nessun servizio pubblico come in quello sanitario questo principio ha valenza prioritaria. E’ evidente che la tutela della salute non conosce pause dovute a ferie, scioperi, disguidi; il servizio deve essere regolare e continuo, le eventuali interruzioni devono essere regolate espressamente dalla legge o rientrare negli aspetti organizzativi del servizio.


DIRITTO DI SCELTA

Questo diritto rientra in quello più ampio della libertà personale e in quello della libera circolazione del cittadino che, anche in ambito sanitario, può scegliere di essere curato ovunque sul territorio nazionale e non, nei limiti di quanto previsto dalle norme vigenti.

PARTECIPAZIONE

Questo concetto, pur non avendo un’origine diretta nel dettato costituzionale, è il risultato dell’elaborazione dei moderni principi dell’azione amministrativa (legge 241/’90, diritto di partecipazione, individuazione responsabile del procedimento e diritto di accesso). Nella struttura sanitaria, più che per l’aspetto strettamente giuridico, la partecipazione va intesa ai sensi dell’art. 14 del Decreto Legislativo n. 502/’92 e successive modifiche ed integrazioni, come informazione, personalizzazione, umanizzazione del servizio, nonché tutela dell’utente nei confronti dell’apparato sanitario pubblico in una logica trasparenza; non mancano gli aspetti strettamente procedimentali in attività istituzionali di certificazione, attestazione, rilascio di pareri, ecc. che rendono il Servizio Sanitario Nazionale più simile ad un comune servizio pubblico, per il quale valgono, naturalmente i principi della legge n. 241/’90.


EFFICIENZA ED EFFICACIA

È la prima logica conseguenza di un servizio in cui siano stati raggiunti gli obiettivi precedenti; se l’utente vede garantita, infatti, la sua persona sotto il profilo dell’uguaglianza, imparzialità, continuità del servizio, scelta e partecipazione, va da sé che la qualità della prestazione diviene elevata e l’attività istituzionale di prevenzione, cura e riabilitazione è conseguentemente efficace.


Il progetto della Carta costituisce lo strumento concreto di attuazione di questi principi, da intendersi come “regolamento di esecuzione” del Decreto Legislativo n. 502/’92 e successive modifiche ed integrazioni, nonché il segnale percettibile di quella maturata riforma culturale della Pubblica Amministrazione di cui la Carta dei Servizi è implicitamente anche garante. Gli standards adottati sono stati definiti assumendo quale termine di riferimento il servizio come è attualmente prestato. La politica aziendale è orientata al miglioramento progressivo delle suddette prestazioni. A tal fine l’Azienda Sanitaria Locale della provincia di Pavia adotta il principio della verifica e revisione della qualità ai sensi dell'art. 10 del Decreto Legislativo n. 502/’92 e successive modifiche ed integrazioni, da realizzarsi anche secondo le indicazioni metodologiche contenute nella Carta dei Servizi adottata dal Ministero della Sanità e dal Dipartimento della Funzione Pubblica.



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