AMIANTO e AMBIENTE

La problematica amianto ha assunto particolare rilevanza nel territorio pavese, principalmente a causa della nota presenza di varie realtà aziendali che hanno operato nel settore, tra le quali in particolare la Fibronit di Broni, il cui stabilimento, a partire dagli anni ‘30 dello scorso secolo, ha prodotto grandi quantitativi di manufatti in cemento-amianto destinati prevalentemente al settore edile, con loro conseguente massivo utilizzo, per fattori di vicinanza produttiva e quindi facile reperibilità ed economicità del prodotto, specie nelle zone immediatamente limitrofe.

Importanza preventiva fondamentale ai fini del contenimento dei danni per la salute da asbesto è costituita dalla valutazione del livello di degrado dei materiali che lo contengono, in quanto, se accentuato, favorisce, attraverso la dispersione di fibre in aria, una maggiore pericolosità per la popolazione. In questi casi l’intervento di bonifica costituisce obbligo per il proprietario qualora l’esito della valutazione del livello di degrado, operata da figure professionali che abbiano specifiche competenze, lo renda necessario.

A tal proposito la Legge Regionale n°17/03 ed il Piano Regionale Amianto (PRAL) hanno assunto come obiettivo:

1) salvaguardia del benessere delle persone rispetto all’inquinamento da amianto

2) prescrizione di norme di prevenzione per la sua bonifica, ove presente

3) promozione d’iniziative di educazione ed informazione per ridurne la presenza sul territorio

Il PRAL, in particolare, individua una serie d’azioni per il perseguimento di tali finalità ed ha come obiettivo ultimo la completa eliminazione dell’amianto dal territorio regionale (prevista inizialmente entro fine 2015). Tali azioni consistono in:

1) Mappatura dei manufatti contenenti amianto presenti sul territorio regionale

E’ previsto che i cittadini, soggetti pubblici e privati, comunichino all’ASL di competenza (dal 2016 Agenzia Tutela della Salute – ATS) la presenza di amianto o manufatti che lo contengono in edifici di proprietà, compilando apposito modulo NA1. Per la provincia di Pavia il modulo NA1 - NOTIFICA PRESENZA DI AMIANTO IN STRUTTURE O LUOGHI (Modulo_NA1.pdf ) deve essere inviato a: UOC Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro – ATS di Pavia V.le Indipendenza, 3 – 27100 Pavia. Coerentemente con le indicazioni regionali, (LR 17/03 art. 5 comma1 punto a) e alla luce del DLgs 195/05 “Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull’ accesso del pubblico all’ informazione ambientale” , l'ATS rende pubblico il registro degli edifici industriali e ad uso abitativo nel quale vengono annotati tutti gli edifici e i siti che contengono amianto (i dati vengono aggiornati semestralmente).

Accedi al REGISTRO CENSIMENTO AMIANTO aggiornato al 10/10/2017 (nella sezione allegati è possibile scaricare i dati in formato aperto ods o in pdf)


2) Monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre asbestosiche nell’aria (Comune di Broni)

In "Allegati" la Relazione 2015 di ARPA LOMDARDIA relativa a Controllo qualità dell'aria del Comune di Broni - Area ex Fibronit (Relazione ARPA 2015.pdf)


3) Criteri per la valutazione dei livelli di rischio e priorità di bonifica

Le caratteristiche fondamentali che permettono di valutare la potenziale pericolosità di un materiale in cemento amianto sono rappresentate dal livello di friabilità (maggiore è lo stato di compattezza, minore è il rischio di dispersione di fibre in ambiente, maggiore è la friabilità ed altrettanto alta risulta la sua capacità di dispersione di fibre in ambiente) e dal suo stato di conservazione. Quest’ultimo risulta essere strettamente correlato all’usura dovuta al trascorrere del tempo e agli eventi atmosferici, al danno causato da eventuali interventi di manutenzione che non debbono mai essere eseguiti se non da personale qualificato di ditte autorizzate. Al fine della valutazione del grado di rischiosità di coperture in amianto (la cui effettuazione può essere richiesta al proprietario dalle Autorità competenti quali ATS e Comuni di riferimento territoriale), la Regione Lombardia ha elaborato uno specifico protocollo (da applicarsi a cura di professionisti che abbiano le necessarie competenze) la cui applicazione permette di tradurre il livello di rischio in un indice numerico al quale corrisponde una specifica misura preventiva da adottare. Qualora il valore numerico evidenziatosi in ogni singolo caso coincida con la necessità di un intervento di bonifica essa risulta obbligatoria. La mancata attuazione dell’intervento di bonifica, qualora si configuri come prescrizione, comporta, da parte dell’ATS competente, la proposta di emissione da parte del Sindaco del Comune di riferimento, di una Ordinanza che la disponga.


Responsabile aggiornamento dati: dr. Luigi Camana



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